IFP Europe

International PAINT&COATING Magazine – JULY 2013

Tecnologia italiana nelle lavatrici sottovuoto ad alta efficienza e basso consumo: la soluzione IFP

ifp

IFP Europe Srl è un’azienda di Cittadella (PD). Creata da un team di tecnici con una grande esperienza nel settore del lavaggio industriale, in soli sette anni IFP si è posizionata tra i leader europei del suo mercato di riferimento. L’azienda produce sistemi per il lavaggio di manufatti metallici di qualsiasi dimensione: le lavatrici della serie KP, grazie al ciclo di trattamento che arriva ad avere valori di vuoto fino a un millibar – e alla ricca dotazione di serie e opzionale – rappresentano un’eccellente soluzione anche dove è richiesto un elevato grado di pulizia. Nelle versioni MIKRO, BASIC, HMA e MAX, i sistemi soddisfano le più svariate esigenze produttive, dall’implantologia dentale fino ai grandi manufatti pressofusi, passando per la minuteria.
Le varie versioni si differenziano per i volumi e le dimensioni dei manufatti che sono in grado di gestire. Le macchine, inoltre, possono essere modificate in base alle esigenze del cliente e sono consegnate solo in seguito all’esecuzione di prove funzionali con i clienti, analizzando i risultati nel laboratorio di IFP per riuscire a rispondere alle loro esigenze di pulizia specifiche.

La tecnologia IFP

Tutti gli impianti sono caratterizzati da:

  • Filtrazione continua del solvente;
  • Asciugatura e deodorazione del truciolo prima dell’apertura del filtro;
  • Distillazione continua del solvente;
  • Separazione continua dell’emulsione con scarico automatico dell’acqua;
  • Separazione completa dell’olio dal solvente, con scarico automatico in continuo;
  • Rilevamento continuo dei dati operativi;
  • Collegamento remoto via internet;
  • Comoda accessibilità per la manutenzione.

Il trattamento sottovuoto permette di abbattere i tempi ciclo e l’energia utilizzata dall’impianto, con un aumento del 100% della capacità produttiva. Permette di sgrassare, pulire e asciugare perfettamente ogni tipo di particolare, anche in presenza di geometrie complesse e di fori ciechi e capillari, riducendo drasticamente il consumo di solvente rispetto alle lavatrici a ciclo atmosferico. Inoltre, il solvente non è stressato termicamente e mantiene a lungo le proprie caratteristiche permettendo il suo riutilizzo per numerosi cicli.
“Di norma, le nostre lavatrici sono progettate per essere utilizzate con alcoli modificati o idrocarburi, ma siamo in grado di adeguarci alle richieste del cliente, poiché non è necessaria nessuna modifica nel caso egli volesse utilizzare solventi come, ad esempio, il percloro”, spiega Giacomo Sabbadin, direttore tecnico e contitolare di IFP.
“Quando è stata fondata la nostra azienda, il mercato era in una fase particolare. I solventi considerati ozono-distruttivi erano al bando, e molti stavano dirigendo la ricerca e gli investimenti verso le tecnologie di lavaggio con detergenti e prodotti a base acquosa. In alcuni settori però i detergenti non potevano garantire i livelli di pulizia richiesti – continua Sabbadin – e per questo gli utilizzatori erano costretti a utilizzare solventi inquinanti e pericolosi che richiedevano onerosi sistemi di filtraggio e abbattimento dei vapori, operazioni che rendevano la fase di lavaggio interoperazionale molto costosa e poco produttiva”.
“All’interno delle nostre strutture, le lavatrici sono progettate, costruite, assemblate e collaudate – riprende Sabbadin – e fin dall’inizio la nostra ricerca si è concentrata sulle realizzazioni di lavatrici che usassero solventi di ultima generazione, performanti e il meno possibile dannosi per l’ambiente. Un solvente, qualsiasi sia la sua natura, è comunque un prodotto inquinante, per questo la sfida che IFP ha portato avanti con successo negli anni è stata quella di ridurre al minimo il suo consumo ed eliminare completamente le emissioni. Per garantire questo sono state adottate diverse soluzioni”.

Le caratteristiche produttive

I cicli di lavaggio delle lavatrici prodotte da IFP avvengono in ambiente completamente sottovuoto con l’ausilio degli ultrasuoni. All’interno delle camere di lavaggio sono posizionati getti sommersi che generano turbolenze e spruzzi che aumentano le caratteristiche del solvente.
“La nostra tecnologia sottovuoto permette inoltre di evitare con estrema facilità il noto problema del ‘trascinamento’, attraverso un sistema che in Europa applicano pochi costruttori”, spiega Sabbadin. “Il trascinamento era un fenomeno che avveniva poiché i pezzi erano asciugati utilizzando ventilatori o gruppi frigo; inoltre la minuteria è piena di fori ciechi, con punti molto difficili da asciugare.
Noi abbiamo risolto questo problema dotando le nostre lavatrici di due pompe per la creazione del vuoto: la prima, la pompa a palette, è utilizzata finché non raggiunge il suo massimo rendimento; in seguito, entra in azione la pompa ad alto vuoto che, grazie alla sua grande portata, asciuga e deodora completamente il carico. In questo modo, all’apertura della camera di lavaggio, non abbiamo né trascinamenti né emissioni”.

Bassi consumi, recupero delle risorse e sicurezza.

I vantaggi sella serie KP sono notevoli e non si limitano a qualità e prestazioni. Riguardo al risparmio dei consumi, le lavatrici sono state progettate agendo su due fattori: consumi energetici e recupero del materiale di lavorazione, come il truciolo, l’olio e l’emulsione.
Le macchine sono in grado di:

  • separare completamente l’olio di lavorazione meccanica dal solvente di lavaggio così da permetterne il riutilizzo nel circuito delle macchine utensili; • trattare completamente il truciolo, che viene diviso per tipologia. La macchina, infatti, è in grado di riconoscere il materiale immesso – attraverso sistemi di riconoscimento ottico – e quindi di indirizzarlo automaticamente al filtro dedicato. Con l’installazione di filtri in by pass, quando il primo filtro si satura, situazione che è rilevata da una sonda apposita, il sistema dirige automaticamente il liquido da trattare verso un secondo filtro, e contemporaneamente provvede a pulire, asciugare e deodorare il filtro sporco, operazione che avviene tramite un sistema di pompe ad alto vuoto che riesce ad asciugare anche il truciolo impaccato. L’operatore deve compiere una sola operazione che di norma avviene una volta la settimana: togliere il sacco di truciolo, pulito, deodorato e perfettamente asciutto. In questo modo la lavatrice può operare 24 ore su 24 senza problemi;
  • trattare l’emulsione proveniente dai pezzi tramite una terza pompa vuoto specifica che assicura la completa separazione e il recupero dell’acqua emulsionata e di eventuali condense. Questo processo garantisce l’eliminazione delle macchie causate dai residui salini sui pezzi. L’acqua trattata viene completamente separata dal solvente e scaricata in automatico senza l’intervento dell’operatore.

“Le nostre lavatrici puliscono a fondo e in metà tempo rispetto alla maggior parte delle macchine presenti sul mercato. Permettono di risparmiare grazie ai consumi bassissimi di risorse: bastano pochi litri di solvente l’anno, come riportato dai nostri stessi clienti. Sulla base di questi dati cerchiamo di sviluppare macchine sempre più performanti”, dichiara Sabbadin.
Per quanto riguarda i solventi, l’azienda ha compiuto una scelta in linea con la sua politica di basso impatto ambientale. “Puntiamo molto sull’alcol modificato grazie al suo basso impatto ambientale e sull’eliminazione degli scarti: esso, infatti, con una temperatura di ebollizione di 175°, può essere distillato sottovuoto tra i 90° e i 100° ”, spiega Sabbadin, “il solvente, inoltre, è recuperato tramite una doppia unità di distillazione. Quando c’è una concentrazione di olio troppo alta all’interno del primo distillatore, ne interviene un secondo che va a trattare l’olio (strippaggio): quest’operazione rimuove completamente il solvente dall’olio senza stressare quest’ultimo. L’olio che recuperiamo è analizzato a campione dalle più importanti aziende petrolifere, che ci confermano ogni volta come questo possa essere riutilizzato, poiché mantiene inalterate tutte le sue caratteristiche”. Anche dal punto di vista della sicurezza, i sistemi adottati nelle lavatrici IFP permettono di utilizzare l’alcol modificato in sicurezza. “Sotto quest’aspetto rientriamo nelle più severe norme internazionali”, afferma Sabbadin, “la macchina è dotata di tutti i controlli ridondanti (vuoto, temperatura, con tre step di sicurezza). Inoltre, in ogni organo riscaldato abbiamo uno scambiatore freddo che interviene nel caso mancasse il vuoto o se la temperatura si alzasse troppo, riportando il liquido alla temperatura di sicurezza”, prosegue Sabbadin.

Alta automazione, poca manutenzione

Sul fronte della produttività, IFP ha arricchito le proprie lavatrici con sistemi automatici d’alimentazione che, a richiesta, possono prelevare i cesti contenenti i manufatti da lavare direttamente dalle stazioni di lavoro (ad esempio i torni). In uscita dalla lavatrice possono essere installati sistemi che confezionano le scatole. “I sistemi di carico e scarico sono progettati e prodotti da IFP senza l’intervento di un partner esterno. In questo modo, il nostro cliente ha soltanto noi come referente”, dichiara Sabbadin.
A migliorare ulteriormente l’efficienza di queste lavatrici e la loro integrazione nel ciclo produttivo interviene anche l’aspetto manutentivo ridotto al minimo. “Normalmente, con le macchine tradizionali, ogni mattina è necessario aprire la lavatrice per ripulirla dalle morchie. Con la nostra gamma, invece, quest’operazione non è necessaria perché le camere di lavaggio sono completamente autopulenti: non si creano fondi o croste e non è necessario aprire serbatoi, camere e distillatori per pulirli”, spiega Sabbadin.

I prossimi progetti

“Abbiamo clienti molto importanti al momento e abbiamo installato centinaia di macchine in Italia, Europa e Stati Uniti. Molte aziende si sono rivolte a noi dopo ricerche infruttuose durate anni, a livello mondiale, e dopo che avevano ormai visionato numerose off erte senza trovare la soluzione adatta al loro caso”, racconta Sabbadin. “Penso che un aspetto importante che ha influito sul nostro successo e sul quale puntiamo molto é l’assistenza. IFP off re due anni di garanzia integrale: questo significa che se si rompe anche soltanto una lampadina, noi andiamo a cambiarla senza chiedere nulla. Inoltre, off riamo assistenza con tecnici dislocati in Italia in grado d’intervenire entro 4-8 ore. È un fattore che può essere decisivo per i clienti che sono lontani dalla nostra sede”.
“Stiamo progettando una macchina che operi con cicli misti acquasolvente per alcuni trattamenti superfi ciali che non riguardano soltanto la pulizia, e puntiamo a evolvere ancora nell’automazione e negli accessori collegati”, termina Sabbadin.

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The IFP Europe products